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Con la riforma Urbani, il settore della cinematografia ha subito una totale inversione di rotta, da forma d’arte a “industria”
Le sceneggiature negli USA vengono redatte partendo dal presupposto del product placment, gli sceneggiatori Italiani considerano il product placment una violenza all’opera artistica
L’organizzazione industriale del cinema è relegata al caso e non alle alle best pratics
Non esistono organismi formativi post laurea per la gestione del set cinematografico in Italia
Per le considerazioni di cui sopra, per l’assenza di un controllo di sistema che è il meccanismo di sinergia tra diverse unità produttive, il product placment è pratica sconsigliata e gli utenti della pubblicità (chi la compra) non la prevedono ancora nei loro budget, benché alcune importanti industrie nazionali hanno in passato utilizzato il product placment quale forma di pubblicità in produzioni cinematografiche extra nazionali
La normativa vigente in materia di product placment, ne prevede l’utilizzo solo per proiezioni nelle sale cinematografiche, quindi i prodotti relativi alla trasmissione televisiva (Fiction, Film TV, Seriali, sit-com, documentari, l’entrateinment etc) ne sono esclusi.

Prospettive di mercato

Dato che la gran parte dei film che contengono product placement sono trasmessi in televisione, la legge non vuole allargare la presenza del product placement anche ai programmi televisivi che rischiano con le ultime tecnologie di perdere una grossa fetta dei guadagni pubblicitari. Basti pensare al Tivo, una nuova generazione di videoregistratori, diffusa soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti e che da noi comincia ad entrare nelle case degli abbonati Sky. Il Tivo ha una funzione detta kill spot che permette di saltare la pubblicità sia in diretta che nella registrazione.  Il product placement essendo ovviamente immune al Tivo, prevede una crescita esponenziale che riguarderà soprattutto il settore televisivo, generando una crescente offerta tra le TV private e le piccole produzioni.
Non va inoltre dimenticato che quando le TV italiane comprano serial TV straniere, queste ultime sono prodotte con il “sussidio” del product placment, vedi “squadra speciale cobra” in onda su RAI 2 in prima serata, prodotto in Germania che vede quali principali sponsor Opel e BMW.
Dagli atti di “Lo spettacolo deve continuare” convegno tenutosi il 9 novembre a Bologna, viene rilevata la necessità di estendere al più presto il product placment in alcuni ambiti del broadcasting. Inoltre la commissaria europea Viviane Reding sta redigendo i principi cardine di una legge che autorizzi al più presto in Italia la pratica del product placement almeno nelle fiction televisive.


PRODUCT

PLACEMENT

MARKETING